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Misofonia: l'intolleranza a qualsiasi tipo di suono che manda in tilt il cervello

 Vi è mai capitato di essere fortemente infastiditi da un suono? Un semplice sbadiglio a voce alta di un amico vi ha mai irritato? Esiste un disturbo per coloro che non sopportano i rumori: la misofonia. Si stima che il 20% della popolazione ne sia affetta.
"E' la memoria che decide per noi se un suono è gradito o no", ci spiega il dottor Giovanni Ralli.
In pochi conoscono l'esistenza della misofonia, un fenomeno classificato appena una ventina di anni fa, eppure sono in molti ad esserne colpiti. Si tratta di un disturbo che comporta la scarsa tolleranza a determinati suoni, anche i più innocui, che impediscono al soggetto di concentrarsi su qualsiasi cosa.
La misofonia è un disturbo abbastanza lieve, motivo per cui ad oggi ci sono pochi studi riguardo la causa o le conseguenze di questa sorta di "allergia" al suono. Per questo motivo, in assenza di ricerche ufficiali, sono state le persone affette da tale patologia a creare siti web per scambiarsi opinioni a riguardo. A uno degli ultimi natiil New York Times ha dedicato un servizio stilando una classifica dei rumori più fastidiosi:
  • Gesso sulla lavagna
  • Rumore di chi mangia la suppa
  • Masticare chewing gum
  • Il tagliarsi le unghie
  • Scatti della penna
  • Tirar su con il naso
  • Scrocchiare delle dita
  • Sbadigli ad alta voce
Da una delle rare ricerche condotte nel 2013 dalle università di Amsterdam e della California è emerso che la misofonia inizia spesso tra l'infanzia e l'adolescenza nel 91% dei casi, è scatenata da persone ben determinate ed è ereditaria. 
Inoltre, una ricerca pubblicata da Frontiers in Human Neuroscience, leggiamo che uno dei modi per far sbollire la rabbia causata da un rumore è quello di imitare il suono fastidioso. Per di più, è stato notato che il paziente non si adira se il responsabile del rumore è un bambino o un animale indifeso.
Su La Repubblica è spiegato che:
Viso e mani sembrano essere le parti del corpo più micidiali. Masticare pizza o biscotti croccanti e succhiare zuppe sono fra i più comuni "grilletti" dell'ira dei misofobi a tavola. Gola e naso colpiscono in secondo luogo con gli sgocciolamenti e sbadigli.
Giovanni Ralli, professore di otorinolaringoiatria e audiologia all'università La Sapienza di Roma, spiega a La Repubblica che le reazioni della misofonia sono causate più dal cervello che dall'orecchio:
"L'apparato uditivo è sotto controllo del cervello. Basti pensare a chi russa: le sue orecchie ovviamente percepiscono il rumore, ma c'è qualcosa nel cervello che esclude e permette di continuare a dormire".
Quindi, per quanto concerne la misofonia, il dottor Ralli afferma che:
"C'è di mezzo il sistema limbico che è quello che registra le emozioni. Se un suono viene avvertito in un testo sgradevole, il sistema limbico che è quello che registra le emozioni. Se un suono viene avvertito in un contesto sgradevole, il sistema limbico lo etichetta come sgradevole, la memoria del sistema limbico interviene in automatico e ripropone la sgradevolezza".
L' otorinolaringoiatra ci spiega l'esistenza di una vera e propria malattia al suono: l'iperacusia.
"E' una sensibilizzazione eccessiva dell'orecchio: ogni suono rappresenta un fastidio insopportabile. i pazienti possono vivere circondati dal silenzio p hanno la sensazione di impazzire".
In conclusione, Barron Lerner, il medico che si è occupato dell'articolo sul New York Times, dice: "Mi è capitato perfino di avere di fronte pazienti che esacerbavano la mia misofonia. Gli sbadigli erano una tortura particolare, ma arrivavo a sentire perfino il rumore della saliva dalle persone che parlavano di fronte a me".

Fonte: HUFFINGSPOT

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